- Sicurezza alimentare
- Riconciliazione
- Formazione
- Le violenze sessuali
![]() Tragicamente, troppi rifugiati e sfollati interni (IDP) che vivono in campi e centri serviti da organizzazioni nazionali e internazionali vivono letteralmente alla giornata. Il loro accesso al cibo dipende dall’adeguatezza e dalla tempestività degli aiuti ricevuti da poche nazioni donatrici che rispondono a appelli urgenti che finiscono con il farsi concorrenza, con le nuove crisi che “rubano la scena” alle situazioni di bisogno già esistenti. Principali raccomandazioni
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![]() I conflitti armati sono presenti in circa 40 Paesi del mondo. I diritti umani fondamentali sono violati in tutti i conflitti violenti e questo danneggia gravemente i civili. In tali circostanze in cui la vita è minacciata, molti sono costretti alla fuga e richiedono assistenza umanitaria, alloggi, cibo, cure mediche e servizi educativi. Dal momento che le violazioni dei diritti umani sono un’importante causa di migrazione forzata, mettere fine a tali violazioni potrebbe creare un’importante opportunità perché i profughi rientrino volontariamente alle proprie case. Un serio ostacolo a un ritorno sostenibile è la mancanza o il fallimento del processo di riconciliazione.
La missione di riconciliazione del JRS attinge alle diverse risorse spirituali (vivificanti) delle parti coinvolte in un conflitto. La riconciliazione, pilastro fondamentale del peace -building, è una sfida in tutte le società dilaniate dalla guerra in cerca di giustizia per la transizione e di pace sostenibile. Non può esserci riconciliazione se non si mette fine alla fiolenza fisica, psicologica, culturale e strutturale, e se non si ristabilisce un minimo di dignità e giustizia per le vittime della violenza. Se non si ottiene questo livello minimo di dignità e giustizia, la sola menzione del termine ‘riconciliazione’ in una comunità di rifugiati, sfollati interni o altre vittime di gravi violazioni dei diritti umani può essere percepita, paradossalmente, come offensiva e violenta. C’è bisogno di una vera riconciliazione al servizio di una pace sostenibile. Alle parti direttamente coinvolte nei conflitti armati:
Ai governi e alle autorità delle comunità ospiti:
Ai Paesi donatori a altri attori coinvolti nell’azione internazionale per la pace:
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![]() Il JRS considera l’accesso all’istruzione un diritto dell’uomo e un mezzo per costruire pace e sviluppo. L’educazione ha un ruolo preminente tra il servizi che il JRS offre ai rifugiati e agli altri migranti forzati. In tutto il mondo, l’organizzazione offre educazione prescolare, primaria, secondaria e terziaria a circa 285.000 giovani. Oltre a ristrutturare e ricostruire edifici scolastici, il JRS forma insegnanti e fornisce materiali educativi. Sulla base dell’esperienza diretta dei bisogni dei rifugiati, JRS fa anche lavoro di advocacy per garantire che i bambini migranti forzati abbiano accesso a un’istruzione adeguata. L’istruzione è importante per lo sviluppo dell’individuo e delle società, e l’accesso all’istruzione è un diritto umano fondamentale. Per i rifugiati e gli altri migranti forzati l’istruzione gioca un ruolo decisivo per sostenere e salvare la vita delle persone per tutta la durata della crisi. È uno dei quattro pilastri dell’assistenza umanitaria, insieme al cibo, alla salute e all’alloggio, e ha una dimensione preventiva dato che rappresenta un capitale per il futuro, grazie al suo potere di sviluppare la capacità di ragionamento e di prendere decisioni, l’autostima e la consapevolezza. Eppure, in molti Paesi del mondo le politiche statali non permettono ai bambini migranti e rifugiati di essere iscritti a scuola. Questo accade anche in molti Stati europei ai figli di richiedenti asilo e di migranti irregolari. Nella maggior parte di questi Paesi, c’è una discrepanza rilevante tra quanto è previsto dalla legge e quello che realmente avviene. In altri Paesi, i bambini e gli adolescenti migranti forzati possono avere accesso ad alcune forme di istruzione, ad esempio all’interno dei campi profughi, ma troppo spesso le scuole sono poco fornite e gli insegnanti non vengono retribuiti e formati in maniera adeguata. Raccomandazioni Ai governi e alle autorità delle comunità ospiti:
Alle parti coinvolte nei conflitti armati:
Ai Paesi donatori a altri attori coinvolti nella cooperazione internazionale:
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![]() La violenza sessuale e di genere distrugge gli individui e le famiglie, intere comunità e il tessuto stesso della società. Atti come questi sono sempre più una deliberata tattica del terrore sia in guerra sia in altre situazioni di conflitto. L'esilio è una ramificazione della guerra, vi è quindi una sinergia tra l'operato del JRS e questa campagna, soprattutto perché la SGBV è una problematica costante e pressante in tanti luoghi, dalla Colombia alla RDC o alla Birmania. Credo fermamente che se ci saranno sufficienti persone a lavorare insieme potremo fare la differenza nel fermare questi orrori e nel porre termine all'impunità. Sono numerosi i rifugiati e gli sfollati oggetto di questo tipo di violenze, sia che si trovino nelle proprie case, che in fuga o in arrivo nelle nuove comunità ospitanti, nelle aree urbane o nei campi. Presenti in più di 50 paesi nel mondo, i gruppi del JRS sono quotidianamente testimoni di queste atrocità, e l'adesione alla campagna offre maggiori opportunità di accrescere la consapevolezza riguardo a questi crimini e di promuovere azioni politiche. La priorità del JRS è quella di diffondere questa nuova iniziativa e trovare soluzioni innovative a un crimine atroce che ogni anno vede vittime un numero crescente di donne e ragazze. Dando seguito alla decisione presa nel 2011 dai 10 direttori regionali del JRS che hanno indicato la violenza sessuale e di genere come priorità delle attività di advocacy, l'organizzazione ha cercato nuove forme per accrescere il livello di consapevolezza e stimolare l'azione pubblica al riguardo. Fino ad ora, i diversi impegni presi per porre fine alle violenze sessuali e di genere in guerra e in altre situazioni di conflitto sono stati fortemente inadeguati o addirittura inapplicati. Il JRS sostiene il principio che è tempo di chiedere con urgenza una decisa leadership a livello locale, nazionale, regionale e internazionale che:
Più in dettaglio. Lo sforzo cooperativo globale è stato inaugurato il 6 maggio 2012 dai premi Nobel per la pace, le organizzazioni internazionali di advocacy e i gruppi che lavorano sui conflitti a livello regionale e di comunità. La campagna si prefigge formalmente di riunire organizzazioni e singoli individui in uno sforzo comune per un cambiamento deciso e coordinato, e intende chiedere una leadership politica rigorosa che si adoperi per la prevenzione delle violenze sessuali nel corso dei conflitti, per la protezione di civili e sopravvissuti alla violenza, e chieda giustizia per tutti anche tramite il rinvio a giudizio dei responsabili. Pur prevedendo un'espansione del focus geografico, al momento la campagna si sta concentrando su Birmania, Colombia, Repubblica Democratica del Congo e Kenya, poiché si tratta di paesi in cui c'è più urgente bisogno di un'azione coordinata. Il JRS ha gruppi presenti in tutte queste aree, ad eccezione della Birmania, dove l'organizzazione sta operando sul confine tra questo paese e la Thailandia. http://www.stoprapeinconflict.org |







